Parte da Scandicci il primo atto verso le Consulte per i Diritti Umani
Il Comune di Scandicci approva all’unanimità un documento d’impegno
a sostenere i Diritti Umani e promuovere l’istituzione
della prima Consulta Regionale in Italia per i Diritti Umani
Approvato oggi all’unanimità in consiglio comunale a Scandicci un importantissimo documento,
primo in Italia, che impegna “Sindaco e Giunta a sensibilizzare e sostenere i Diritti Umani
tramite attività di solidarietà umanitaria, politica, educativa, culturale, sociale, economica ed
ambientale; di farsi carico a promuovere nei confronti della Provincia di Firenze e della Regione
Toscana l’istituzione della prima Consulta Regionale in Italia per i Diritti Umani tramite lo
strumento giuridico di iniziativa popolare”.
Il primo obiettivo di Art.28 Comitato Nazionale Diritti Umani, costituito a Scandicci lo
scorso settembre per iniziativa di un gruppo di no-profit di varie parti d’Italia e presieduto da
Iramar Amaral, è raggiunto. Ora, una tappa dopo l’altra, proseguirà il cammino verso
l’istituzione della Consulta nella Regione Toscana e poi, una alla volta, in tutta Italia, a partire
dal Lazio.
Nel documento, promosso dal presidente del Consiglio Comunale Fausto Merlotti e predisposto
dal presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune Federica Zolfanelli e dal
consigliere e membro della commissione Controllo e Garanzia Carlo Calabri, si legge innanzi
tutto l’articolo 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
“Ogni individuo ha diritto ad
un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione
possano essere pienamente realizzati.”
(New York 10 dicembre 1948)
A cui fanno seguito una serie di
considerazioni e precisazioni:
“I cicli sociali ed i sistemi educativi tuttora arcaici e politicamente decadenti sono inadeguati a
prevenire le catastrofi umane che ipotecano il futuro del mondo, generano il disimpegno politico,
sociale e culturale dei cittadini, l’aumento della povertà, della violenza e le conseguenze
ambientali”.“Le preoccupazioni profondamente rilevanti per il benessere degli Individui in una società di
consumo di massa in cui emerge palesemente e costantemente in ogni azione politica e sociale, la
carenza e la necessità di un modello comune di riforma sociale (individuale, locale e globale) che
consideri l’Individuo e l’Educazione il fattore chiave del processo di riforma sociale”.“L’Italia non si è ancora dotata di uno strumento di difesa, vigilanza, divulgazione, promozione ed
educazione ai Diritti Umani, come non ha un proprio osservatorio pubblico nazionale per le
denuncie e segnalazioni delle violazioni, come chiede la “risoluzione ONU 48/134 del 20 Dicembre
1993” e così come di altri trattati internazionali sottoscritti dallo Stato Italiano, per conto e a nome
del Popolo italiano”.“La suddetta risoluzione, conosciuta anche come “Principi di Parigi”, impegna la costituzione di
organi di livello nazionale investita delle competenze di promuovere e proteggere i Diritti Umani,
quindi l’esecuzione della risoluzione stessa”.“La Toscana del rinascimento culturale è inoltre la prima regione ad aver abolito la pena
di morte; con una iniziativa cittadina del Comune di Scandicci la Toscana sarebbe la prima
regione che si mobilita per l’istituzione della “prima consulta regionale per i Diritti Umani
su tutto il territorio nazionale”; questa azione crea un precedente storico e apre presupposti
concreti per l’istituzione di analoghi organi di tutela regionali e per l’istituzione della Consulta
Nazionale come indica la risoluzione e quanto in essa previsto”.“Il Comune di Scandicci riconosce il valore di ogni uomo (Individuo/Cittadino) e promuove ogni
possibile iniziativa atta ad esprimergli concreta solidarietà indipendentemente dalle sue condizioni
fisiche e psichiche, economiche e sociali, dalla sua razza (etnia), lingua e sesso, dalla sua età, dal
suo credo religioso e dalle sue convinzioni politiche e filosofiche”

