Verso un’ontologia del dialogo – in Italian
Il termine identità è usato in due contesti molto diversi. C’è un uso di identità nel senso simile a “uguaglianza”, quando per esempio si dice che due cose (o due azioni) sono identiche: in questo caso dire “c’è identità” significa “c’è uno stato di equivalenza: le due cose non sono diverse tra di loro.
C’è però un altro senso della parola “identità”, quando viene usata in riferimento a una persona o a un gruppo sociale: in questo caso per “identità” si intende “la caratteristica propria dell’ente (cioè dell’essere)”: “identità” quindi nel senso di “ciò che determina le caratteristiche proprie di quella persona (o di quel gruppo sociale).
In questo intervento useremo la parola “identità” in questo secondo senso. Qui ci chiediamo “cos’è che costituisce la nostra identità”. E prima di chiederci in che relazione stanno la dimensione “locale” e la dimensione “globale” della nostra identità, sentiamo il bisogno di definire “cosa è che determina la nostra identità”, cioè cosa che è determina le caratteristiche del nostro essere persona?
E subito dopo allora viene da porsi questa domanda: quanto siamo determinati dal contesto in cui viviamo? Quando di noi è definito in relazione al gruppo sociale a cui apparteniamo? E cosa invece del nostro essere appartiene solo a noi stessi?
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